Quante volte i genitori pensano di risollevare le sorti scolastiche dei loro figli togliendo loro la “distrazione” della danza o del calcetto o di qualsiasi altro sport.
Ebbene, si tratta di un clamoroso errore: secondo studi scientifici, infatti, capacità di concentrazione, livello di attenzione, autocontrollo e migliori risultati scolastici sono i benefici collegati ad una regolare attività sportiva extra curricolare. Lo dimostra una ricerca dell’Università del Montreal.
Gli studi dimostrano che anche dopo soli 5 minuti di attività fisica i soggetti mostrano risultati migliori nei test che misurano abilità intellettuali. Ma lo sport ha effetti anche sulla quantità e qualità dei compiti svolti a casa: il 48% degli atleti si dedica allo studio a casa per tre ore in più alla settimana rispetto a coloro che non fanno attività extra-curricolare.
“L’ambiente dello sport è da sempre un luogo sano che tiene impegnati i ragazzi in maniera virtuosa” spiega il Dottor Andrea Grasso, Specialista in Ortopedia e Direttore del Trauma Sport Center della Casa di Cura Villa Valeria di Roma: “questo ha effetti diretti sul comportamento e il rendimento scolastico ma soprattutto il senso di autodisciplina acquisito nello sport si riflette anche nell’attenzione in classe e nello svolgimento dei compiti a casa”. Le numerose ricerche condotte sull’argomento hanno messo in luce molti effetti positivi di una regolare attività fisica e sportiva: i giovani atleti hanno voti più alti della media, specialmente nella lingua madre e in matematica, si diplomano in tempo e fanno meno assenze.
L’attività fisica può avere un impatto positivo sulle capacità cognitive e attitudinali che sono una componente importante del successo scolastico ma ha un impatto diretto anche sulla crescita del cervello in termini di plasticità e connessioni tra i neuroni. Chi fa sport infatti – continua la ricerca – ha un maggiore afflusso di ossigeno al cervello, un incremento nel livello dei neurotrasmettitori e un aumento dei fattori neurotrofici come i fattori di crescita. In ricerche effettuate scansionando il cervello di un gruppo di persone cronicamente sedentarie che si sono sottoposte ad un training fisico, si è immediatamente evidenziato un aumento del volume dell’ippocampo, la zona del cervello associata a memoria e apprendimento.
Non cadiamo, quindi, nell’errore di far saltare le attività che più piacciono ai ragazzi. Sarà la danza, il calcetto, le lezioni di musica e tutto quello che loro amano che darà la spinta a raggiungere i propri obiettivi.
(Gabriella Meroni- VITA Bookazine)