
Secondo un’analisi del Ministero dell’Interno, gli anziani sono una categoria particolarmente vulnerabile ai reati contro il patrimonio. La cronaca recente offre numerosi esempi di queste insidie.
A marzo, a Meta, un’anziana signora è stata vittima di un tentativo di truffa. Un malvivente, fingendosi un corriere, ha sostenuto di dover consegnare un pacco destinato al nipote, richiedendo un pagamento di 1.500 euro in contanti o, in alternativa, la consegna di gioielli in pegno. La 77enne, ignara dell’inganno, ha ceduto la fede nuziale del defunto marito, un paio di orecchini in oro e 900 euro in contanti.
Solo dopo aver chiuso la porta si è resa conto di essere stata truffata. Ha quindi contattato il nipote ed è stato allertato il 112. Il nipote, nel tentativo di fermare il truffatore, lo ha inseguito in motorino. Il malvivente ha cercato di dissuaderlo lanciandogli banconote dal finestrino, ma poi lo ha speronato, proseguendo la fuga. La sua corsa, però, è stata interrotta poco dopo dall’intervento delle pattuglie della polizia locale e dei carabinieri poco più avanti. Stavolta la refurtiva è stata recuperata e il colpevole sarà chiamato a rispondere alla giustizia.
Ma come possiamo proteggere gli anziani dalle truffe domestiche?
È fondamentale sensibilizzare i nostri cari, spiegando loro l’importanza di non aprire la porta a sconosciuti e di non consegnare denaro o informazioni personali. I truffatori spesso esercitano forti pressioni psicologiche o cercano di confondere le vittime con discorsi prolissi. È essenziale ricevere solo persone conosciute o la cui visita sia stata preventivamente verificata. Occorre anche ricordare che i truffatori possono indossare finte divise o esibire tesserini contraffatti. Per qualsiasi controllo condominiale, è sempre l’amministratore a dover avvisare i residenti, specificando data e orario della visita. Inoltre, nessuna azienda di servizi richiede pagamenti a domicilio. In caso di visite sospette, è consigliabile indirizzare il presunto operatore all’amministratore senza aprire la porta.
Per quanto riguarda la truffa del finto pacco postale, è importante sapere che nessun pagamento deve essere effettuato senza una conferma preventiva da parte dei familiari. Tuttavia, bisogna fare attenzione: i truffatori potrebbero telefonare alla vittima spacciandosi per parenti. Per questo motivo, è utile stabilire un codice o un metodo di riconoscimento per distinguere una chiamata autentica da un inganno. Anche per telefonate provenienti da enti o aziende, è sempre meglio mantenere un atteggiamento prudente. Per segnalare comportamenti sospetti o denunciare un reato, contattare i numeri di emergenza: 113, 112 o 117.