
Alessandro Giovanni Cartenì, classe 2005, racconta ai nostri microfoni la sua esperienza nel mondo del cinema e della conduzione. Nonostante la giovane età, l’attore vicano ha già ottenuto un ruolo da protagonista nella serie Rai “Crush: la storia di Tamina” e ha condotto due importanti eventi internazionali trasmessi su Rai Gulp e RaiPlay.
Alessandro condivide con noi il suo sogno, non innato, ma costruito nel tempo. “Tutto è iniziato quando, durante le medie, chiesi alla prof.ssa Cilento, docente di italiano, di trasformare il libro che stavamo leggendo, Il Piccolo Principe, in uno spettacolo teatrale. In un periodo difficile per me, il teatro è stato un rifugio sicuro, l’unico luogo in cui provavo emozioni sincere e tanta ansia prima di andare in scena” racconta con un sorriso. Mentre nuovi spettacoli prendevano forma, l’amore per la recitazione cresceva spingendo Alessandro a iscriversi alla Scuola Cinema “laRibalta”.
“Ho fatto molte belle esperienze”, dice, “ma ancor più affascinante è lo studio e tutto quel mondo che c’è dietro al cinema, che in pochi conoscono. Dopo quattro anni di studio presso “laRibalta”, Alessandro ha avuto l’opportunità di frequentare un’Accademia a Roma, che solitamente accoglie solo ragazzi maggiorenni. “Fecero un’eccezione per me: avevo 15 anni” spiega. Qui ha avuto modo di incontrare personalità importanti come Pino Pellegrino, uno dei casting director più rinomati a livello nazionale.
“Durante l’esame di fine semestre dell’Accademia, dovevo recitare un monologo e una scena con un’altra persona. Pellegrino era serio e severo, tutti avevano paura, ma io ero tranquillo: la scena è sempre stata il mio posto sicuro. Alla fine dell’esame mi disse ‘bravo’, nulla di più. Successivamente però, quando mi diedero il diploma, notai che Pellegrino aveva scritto una frase che ormai è tatuata nella mia anima: ‘un vero talento, seppur giovanissimo, ha una naturale spontaneità che lo rendono certo di una lunga carriera’. In quel momento, iniziai a credere davvero nel mio sogno.”
Dietro i successi di Alessandro ci sono passione e determinazione. “Non credo nella fortuna,” dice, “la fortuna è trovarsi al posto giusto al momento giusto, ma senza preparazione, non vai da nessuna parte. Il talento nel cinema esiste, ma non da solo. C’è bisogno di dedizione, impegno, passione…”
Alessandro, estremamente maturo e testardo, riconosce che questi due elementi sono stati determinanti per i suoi successi. “Per la serie Crush: la storia di Tamina cercavano un ragazzo biondo di Roma, ma alla fine sono stato scelto io con i miei colori scuri e del Sud Italia” ride.
La serie è stata per lui un’importante esperienza di crescita: “ho conosciuto persone fantastiche e sul set si è creata una vera famiglia composta da centinaia di persone.” Fondamentale, però, è stato il sostegno di amici, parenti e in particolare del padre: “non tutti avrebbero assecondato e sostenuto un sogno folle come il mio, ma lui l’ha fatto e per questo gli sarò eternamente grato.” Dopo la serie il giovane attore ha ottenuto la conduzione del concorso internazionale “Sanremo Junior” e del Festival Internazionale della Musica Scolastica “GEF”. “Salire sul palco dell’Ariston è stata un’esperienza meravigliosa, intensa, bellissima,” racconta, “ma gestire eventi con partecipanti da numerose nazioni non è stato facile. La scaletta cambia continuamente e bisogna saper gestire ogni momento.”
Nonostante l’innata bravura per la conduzione, è il cinema ad essere per Alessandro un posto speciale, ma anche fonte di grande incertezza. “Quando ricevi tanti ‘no’, non è facile continuare a provare. La passione è l’unica cosa che mi sostiene ad ogni caduta.” Il protagonista della serie “Crush: la storia di Tamina” sa che la strada da percorrere è ancora lunga. “Potrò dire di avercela fatta quando reciterò con Alessandro Borghi o in un film di Paolo Sorrentino.”
Mentre parla, negli occhi di Alessandro leggiamo la speranza in un futuro radioso, ma anche la consapevolezza delle sfide che lo attendono. “Il cinema è il mio sogno, la mia ossessione, il mio più grande desiderio. Penso al cinema da quando mi sveglio al mattino a quando mi addormento la sera e, a volte, lo sogno anche,” ci confida con sincerità a intervista conclusa.