Ieri pomeriggio, 26 maggio, si è tenuta la marcia organizzata dal comitato SorrentoForTheChildrenOfGaza. È stato un pomeriggio molto toccante, con la partecipazione stimata di più di mille persone, insieme a numerosi spettatori che ieri passeggiavano per il corso. Bambini, giovani, genitori, nonni: intere famiglie hanno sfilato insieme per manifestare il proprio dolore, la propria indignazione e la propria vicinanza al popolo palestinese. Un dolore che attraversa generazioni e si unisce in un unico grido di solidarietà verso chi, oggi, sta perdendo la vita sotto le bombe per l’unico “errore” di esistere. A guidare la manifestazione, con la forza e la determinazione di una madre, è stata Alice Leonelli. La marcia non si è limitata a una semplice passeggiata, ma ha toccato diversi punti fondamentali, trasformandosi in un vero e proprio appello alla coscienza collettiva e alle istituzioni: -Richiesta ai comuni della Penisola Sorrentina di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina.
-Interruzione dei rapporti istituzionali con Israele, e in particolare con la città di Eilat, gemellata con Sorrento.
-Avvio di una campagna di boicottaggio verso Israele, non acquistando prodotti o evitando servizi che finanziano lo stato israeliano. Negli App Store sono scaricabili queste tre app che contribuiscono alla causa “No thanks”, “Boycott X” e “Boycott Detective”.
-Pressione sul governo italiano affinché si interrompa l’accordo di cooperazione militare con Israele, la cui proroga automatica è prevista per l’8 giugno. Per fare ciò vi alleghiamo una email da inoltrare ai membri delle commissioni Difesa di Camera e Senato condivisa dalla stessa Alice Leonelli sulla propria pagina Facebook: https://Revoca.short.gy/Scrivi La marcia si è strutturata in questo modo:
-Punto di raccolta alle 17 in piazza Tasso
-Passeggiata in silenzio da piazza Tasso fino a piazza Veniero
-5 minuti di silenzio
-Lettura del manifesto -Presentazione del comitato civile
-Spazio libero, cori e poesie
Sono stati presenti i rappresentanti istituzionali dei Comuni di Massa Lubrense e Sant’Agnello, i quali hanno promesso di impegnarsi a esporre le bandiere della pace e della Palestina insieme a quelle italiane e dell’Unione Europea. È intervenuta a fare un contributo di impatto Serena Pane che ha letto le parole del parlamentare spagnolo, Gabriel Rufián, che il 19 maggio scorso aveva sventolato una pila di fogli contenenti i nomi dei 15 mila bambini che hanno perso la vita negli ultimi mesi: “Guardate: questo è un elenco che ho stampato dei 15.000 bambini uccisi da Israele. Guardate: sono quasi 30 pagine, 15.000 bambini, 800 dei quali minori di un anno. Israele, uno Stato genocida, ne ha eliminati 15.000. Uno Stato, non un’organizzazione terroristica. E Israele uccide in Palestina da molto prima che Hamas esistesse. Quello che sta diventando di moda è essere un bastardo. È essere una canaglia. È giustificare quello che fa Israele e dire che sì, che va bene. Io penso che le persone tolleranti, non solo di sinistra, debbano diventare profondamente, terribilmente intolleranti nei confronti degli intolleranti. Deve tornare a essere vergognoso essere una canaglia, deve tornare a essere vergognoso essere un fascista e deve cessare la moda che i deputati di destra ridano davanti a un elenco di bambini morti”
La marcia non è stato solo un momento di riflessione, ma l’inizio di una mobilitazione civile e consapevole. Un gesto che chiede risposte, azioni, cambiamenti. Un gesto di umanità.