
I bagni Regina Giovanna sono una delle spiagge più seducenti presenti nel territorio della Penisola Sorrentina, poiché combinano la bellezza naturale del luogo ad una storicità unica.
Il nome di questo incantevole sito si deve alla regina Giovanna D’Angiò, che fu regnante di Napoli e del Regno di Sicilia dal 1343 al 1381. Secondo racconti popolari qui la Regina era solita dilettarsi con i suoi giovani amanti durante i periodi di villeggiatura.
Tuttavia le origini archeologiche dei ruderi presenti risalgono al primo secolo A.C., ad un’antica domus appartenuta ad un nobile romano dell’epoca, Pollio Felice.
La vasta struttura presentava un’ulteriore villa situata più in alto, probabilmente destinata alle attività contadine e collegata a quella principale attraverso una serie di cunicoli e sotto passaggi.
Inoltre la conformazione naturale della conca dove sorgono tali reperti era utilizzata in epoca romana come piccolo punto di attracco per le imbarcazioni.
Come raggiungerla?
Arrivare ai bagni La Regina Giovanna è molto semplice infatti è possibile sia recarsi con mezzi propri, essendo presente un parcheggio in zona, sia in autobus in partenza da Sorrento.
Una volta giunti a Punta del Capo di Sorrento, per la discesa a mare basta seguire le indicazioni presenti lungo il percorso e con circa quindici minuti di camminata si giunge a destinazione.
Lo scenario paesaggistico che si presenta agli occhi dei visitatori è fantastico, un’occasione da non lasciarsi sfuggire anche per gli amanti del trekking.
È tutto oro quello che luccica?
È necessario a questo punto sottolineare alcune criticità che sono riscontrabili recandosi in questo meraviglioso angolo naturale.
Innanzitutto la pulizia generale lascia molto a desiderare: i centinaia di visitatori, turisti ma anche locali, che ogni estate vi si recano per godersi un fantastico bagno, purtroppo non si prendono cura come dovrebbero del luogo. Sparse tra le rocce si notano cicche di sigarette, bottiglie di plastica o cartacce oltre al fatto che non sono presenti cestini per poter gettare l’ immondizia.
Inoltre una delle grotte che conducono alla spiaggia principale è utilizzata dalle persone come orinatoio e vi è un odore nauseabondo che stona decisamente con la bellezza del posto.
Un intervento del comune di Sorrento sarebbe più che opportuno magari aggiungendo cartelli in italiano ed inglese che invitino al buon senso e alla civiltà oltre che a cestini per la raccolta dei rifiuti.
Un altro aspetto non di poco conto da sottolineare è che una volta giunti sui ruderi della villa, entrare in acqua non è per nulla un’impresa facile poiché non è presente nessuna scaletta sulla quale sostenersi e si deve necessariamente scendere dalle rocce rese scivolose dall’acqua marina.
Infatti sono all’ordine del giorno scivolate o cadute, a cui ho avuto modo di assistere personalmente, da parte di visitatori stranieri non abituati a questi tipi di paesaggi; anche perché in caso di gravi incidenti, a causa della posizione del sito, non è per niente facile consentire l’arrivo dei soccorsi in tempo per la cura di un eventuale ferito.
È opportuno anche in questo caso un intervento del comune, come può essere ad esempio la presenza nell’intera spiaggia di personale appositamente organizzato ad affrontare ogni tipo di evenienza, in modo da garantire la totale sicurezza a chiunque voglia godersi un’esperienza unica.